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News dell’anno in corso

Antonio Del Donno: L’Estate della Storicizzazione e della Memoria Collettiva

L’attività estiva (luglio-agosto 2026) del Maestro Antonio Del Donno (1927-2020) segna un punto di svolta definitivo per la consacrazione internazionale della sua ricerca.

Il Maestro grazie anche al lavoro incessante dell Archivio Del Donno ha vissuto un’estate di straordinario fermento istituzionale, che vede le sue opere entrare contemporaneamente nei parchi museali, nelle collezioni di Stato, nei musei della memoria e persino nei libri di testo scolastici.

Un mosaico di eventi gestito con rigore scientifico e tutele regionali, come dimostra la recente decisione dell’Archivio Antonio Del Donno di affidare in esclusiva alla Galleria Trifoglio di Chieti la gestione dell’artista per l’Abruzzo.


1. Castello di Masnago: L’Arte che Dialoga nel Parco

A fine agosto 2026, l’arte di Del Donno esce all’aperto. La scultura “Arcaico-Moderno” è approdata ufficialmente nel Parco di Masnago (Musei Civici di Varese). L’opera, una creazione circolare dal forte dinamismo, si inserisce all’interno della prestigiosa Collezione Orsini.

  • Il contesto: Dialoga con maestri storici (Hayez, Pellizza da Volpedo) e con i giganti del contemporaneo e del movimento Fluxus (Man Ray, Joseph Beuys, Yoko Ono, Mirella Bentivoglio).
  • Il valore: Non è una semplice esposizione, ma un inserimento permanente che unisce la pietra, il metallo e la memoria universale.

2. Una Sfera a Gibellina: Il Dialogo con la Storia del MAC

Nel mese di agosto viene celebrata l’acquisizione di un esemplare unico del Maestro da parte del MAC – Museo d’Arte Contemporanea di Gibellina (Fondazione Orestiadi).

  • Le opere acquisite: Una delle sue celebri sculture a Sfera e un Vangelo del 1974.
  • Il significato: Gibellina rappresenta il simbolo globale della rinascita culturale post-terremoto del 1968. Trovare Del Donno accanto a Burri, Accardi, Schifano e Paladino testimonia l’universalità delle sue intuizioni geometriche e spirituali.

3. Museo della Shoah a Roma: L’Arte come Testimonianza

Un’opera del Maestro assume una potenza epocale all’interno della Fondazione Museo della Shoah – Casina dei Vallati a Roma. Le cronache estive rievocano il profondo legame dell’opera con figure della memoria collettiva:

  • L’incontro simbolico: Lo scatto che ritrae il compianto sociologo della Rai Mauro Valeri accanto al lavoro di Del Donno unisce la forza estetica alla responsabilità civile.
  • L’eco istituzionale: Un progetto che ha raccolto il plauso delle massime cariche della cultura ebraica e delle istituzioni italiane, da Noemi Di Segni a Riccardo Di Segni e Victor Fadlun. Davanti alla tragedia, il messaggio di Del Donno si fa essenziale: Ricordare. Testimoniare. Non dimenticare.

4. Dalla Collezione INPS alle Banche d’Affari: Il Valore Patrimoniale

L’estate del 2026 sancisce l’ingresso massiccio del linguaggio del Maestro nelle collezioni pubbliche e istituzionali:

  • Collezione d’Arte INPS: Quattro importanti opere del Maestro sono entrate ufficialmente nel patrimonio artistico dell’istituto, confermando l’importanza dei suoi segni essenziali.
  • Il mercato istituzionale: Si consolida l’interesse degli istituti di credito (come Banca d’Italia e BPM) che cercano nelle opere di Del Donno – dai legni dei Vangeli ai ferri industriali – beni di assoluto rilievo storico e patrimoniale.

5. Quando l’Arte entra nella Scuola: Del Donno e Kounellis

Sempre a fine agosto, una notizia colpisce il mondo accademico: l’opera “Armonia” di Antonio Del Donno viene inserita e storicizzata nel manuale scolastico superiore “Il mondo delle idee – Filosofia e musica” di Giovanni Reale e Dario Antiseri.

  • Il confronto: Nella pagina, il lavoro del Maestro beneventano è messo a specchio con l’opera “Senza l’antica prospettiva” di Jannis Kounellis (esponente di punta dell’Arte Povera).
  • La critica di Gianni Garrera: Come evidenziato dal filosofo e critico d’arte Gianni Garrera, questa introduzione scolastica dimostra che Del Donno non appartiene più solo alle gallerie: la sua ricerca è diventata pensiero filosofico, cultura da tramandare e studiare nelle scuole.

ANTONIO DEL DONNO AL CASTELLO DI MASNAGO: QUANDO L’ARTE DIALOGA CON I GRANDI

Ci sono luoghi nei quali la presenza di un’opera d’arte assume un significato particolare.

Il Castello di Masnago, nel patrimonio dei Musei Civici di Varese, è uno di questi luoghi: un museo nel quale convivono secoli di storia dell’arte, dal grande Francesco Hayez a Giuseppe Pellizza da Volpedo, da Tranquillo Cremona a Daniele Ranzoni, fino a protagonisti del Novecento e dell’arte contemporanea come Renato Guttuso, Enrico Baj e Vittorio Tavernari.

E oggi questo straordinario contesto dialoga anche con l’opera di ANTONIO DEL DONNO.

La sua scultura “Arcaico-Moderno”, presente nel parco del Castello, rappresenta un ulteriore tassello di quel dialogo tra passato, memoria, materia e contemporaneità che caratterizza questo luogo.

Un dialogo che diventa ancora più significativo considerando la presenza della Collezione Orsini, con artisti di respiro internazionale come Man Ray, Yoko Ono, John Cage, Joseph Beuys, Mirella Bentivoglio, Giuseppe Chiari, William Xerra, Giuliano Mauri ed Enrica Borghi.

Non si tratta soltanto di una collocazione.

È il riconoscimento della capacità di un artista come Del Donno di entrare in relazione con linguaggi, generazioni e sensibilità differenti.

DALLE TELE ALLE SCULTURE, DAI VANGELI ALLA MATERIA, ANTONIO DEL DONNO HA COSTRUITO UN LINGUAGGIO PERSONALE, CAPACE DI ATTRAVERSARE IL TEMPO.

La sua arte non ha bisogno di confini.

Ha bisogno di essere conosciuta, studiata e collocata nel giusto contesto della storia dell’arte contemporanea.

E vedere oggi una sua opera dialogare con un patrimonio artistico di tale prestigio al Castello di Masnago è motivo di grande orgoglio e, soprattutto, un’occasione per continuare a raccontare la straordinaria attualità della sua ricerca.

Con l’arrivo dell’estate fiorisce l’arte al parco Mantegazza del Castello di Masnago. E’ visitabile il nuovo allestimento esterno delle opere della Collezione Orsini, con una serie di sculture e opere installate nel parco Mantegazza. Un allestimento che va a completare la raccolta di opere appartenenti al movimento artistico Fluxus e Verbovisuali che compongono il percorso interno, inaugurato lo scorso febbraio, a cui si aggiungono anche i due pianoforti artistici realizzati da Jean-François Bory e da Arrigo Lora Totino.

Tra le opere esposte ci sono le casette Sogno di una notte di mezza estate di Ben Patterson (1934-2016), Arcaico – Moderno di Antonio del Donno (1927-2021) ed Il Filo smurato (l’impronta di Penelope) di Mirella Bentivoglio (1922-2017). Continua a leggere sul giornale

ANTONIO DEL DONNO: QUANDO L’ARTE DIVENTA MEMORIA, COSCIENZA E TESTIMONIANZA

Roma. Museo della Shoah.

Un’opera di Antonio Del Donno si trova in un luogo nel quale ogni immagine, ogni parola e ogni presenza assumono un significato particolare.

E in questa fotografia, accanto all’opera di Del Donno, compare Mauro Valeri, sociologo e studioso delle discriminazioni e del razzismo, figura impegnata per anni sul fronte della memoria, dell’inclusione e della lotta contro ogni forma di discriminazione, conosciuto anche attraverso i suoi interventi nel servizio pubblico Rai.

Non è soltanto una fotografia.

È un incontro di linguaggi: l’arte e la testimonianza, la memoria e la cultura, il passato e la responsabilità del presente.

L’opera di Del Donno, inserita nel contesto della Fondazione Museo della Shoah – Casina dei Vallati e della memoria della deportazione, assume una forza ancora maggiore.

Perché Del Donno non racconta soltanto attraverso la materia.

Del Donno interroga la coscienza.

E davanti alla tragedia della Shoah il suo linguaggio diventa essenziale:

**RICORDARE.

TESTIMONIARE.

NON DIMENTICARE.**

Accanto a questa importante presenza troviamo personalità di primo piano della cultura ebraica e delle istituzioni italiane: Mario Venezia, Presidente della Fondazione Museo della Shoah; Noemi Di Segni, Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane; Riccardo Di Segni, Rabbino Capo di Roma; Victor Fadlun, Presidente della Comunità Ebraica di Roma, insieme a numerose altre personalità.

Sono presenze che danno ulteriore significato al percorso di un artista che, attraverso la propria opera, ha saputo attraversare il sacro, la storia, il dolore, la memoria e la speranza.

L’ARTE DI ANTONIO DEL DONNO NON HA CONFINI.

Non appartiene soltanto a un luogo.

Non appartiene soltanto a una generazione.

Non appartiene soltanto all’Italia.

Appartiene alla memoria dell’uomo.

Quando un’opera d’arte riesce a parlare davanti alla storia, a suscitare riflessione e a trasmettere un messaggio oltre il tempo, allora non è più soltanto un’opera.

DIVENTA TESTIMONIANZA.

DIVENTA CULTURA.

DIVENTA PATRIMONIO COLLETTIVO.

ANTONIO DEL DONNO

UN ARTISTA ITALIANO.

UN LINGUAGGIO UNIVERSALE.

🇮🇹 ANTONIO DEL DONNO ALLA FARNESINA: TRA I GRANDI MAESTRI DELL’ARTE ITALIANA

NON È UNA SEMPLICE PRESENZA. È UN RICONOSCIMENTO.

Nel cuore della diplomazia italiana, nella prestigiosa Collezione Farnesina, Antonio Del Donno è presente accanto ai grandi protagonisti dell’arte italiana del Novecento e contemporanea.

Una collezione che racconta l’evoluzione dell’arte italiana attraverso artisti come Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Giorgio de Chirico, Carlo Carrà, Mario Sironi, Renato Guttuso, Lucio Fontana, Alberto Burri, Emilio Vedova, Carla Accardi, Piero Dorazio, Pietro Consagra, Jannis Kounellis, Mario Schifano, Mimmo Rotella, Michelangelo Pistoletto, Alighiero Boetti, Sandro Chia, Mimmo Paladino, Enzo Cucchi e molti altri.

E in questo straordinario patrimonio culturale italiano c’è ANTONIO DEL DONNO.

Due opere del Maestro sono presenti nella Collezione:

# Contenitore di luce – 1993

Scultura in ferro verniciata a fuoco, cm 100 × 60.

# FORME E COLORI TRA LE GEOMETRIE – 1996

Olio su tela, cm 70 × 70.

Due opere che non rappresentano soltanto due lavori di un artista, ma testimoniano la presenza di Del Donno all’interno di un luogo che custodisce e rappresenta la cultura artistica italiana nel mondo.

Il ferro, la materia, il segno, la geometria, il colore.

Il linguaggio di Del Donno è immediatamente riconoscibile e attraversa la sua ricerca con una coerenza straordinaria: dalla pittura alla scultura, dalle forme geometriche ai suoi celebri Vangeli, fino alle opere monumentali.

La presenza alla Farnesina acquista quindi un significato particolare.

Perché essere inseriti in una collezione di questo livello significa entrare in un patrimonio pubblico dedicato alla memoria e alla rappresentazione dell’arte italiana.

E allora oggi possiamo guardare ad Antonio Del Donno con una prospettiva ancora più ampia:

non soltanto un artista da conoscere, ma un artista da studiare.

Non soltanto un autore da collezionare, ma un autore da storicizzare.

Non soltanto una voce originale dell’arte italiana, ma una presenza riconosciuta nelle collezioni pubbliche.

🇮🇹 ANTONIO DEL DONNO ALLA FARNESINA.

DUE OPERE. UN GRANDE PATRIMONIO. UNA TESTIMONIANZA CHE RESTA.

Perché l’arte, quando entra nelle collezioni pubbliche, diventa memoria della storia di un Paese.

ANTONIO DEL DONNO: L’ARTE CHE CONTINUA A LASCIARE IL SEGNO.

Non è soltanto una pagina di un libro.
È una testimonianza importante del posto che Antonio Del Donno ha conquistato nella cultura e nella storia dell’arte contemporanea.

Nel volume scolastico “Il mondo delle idee – Filosofia e musica”, firmato da Giovanni Reale e Dario Antiseri, Del Donno compare accanto a Jannis Kounellis, uno dei protagonisti dell’Arte Povera.

La pagina mette a confronto l’opera di Kounellis, “Senza l’antica prospettiva”, realizzata per la mostra I Postclassici ai Fori Imperiali di Roma nel 2013, con “Armonia” di Antonio Del Donno.

Un riconoscimento particolarmente significativo: l’opera di Del Donno entra infatti in un testo destinato alla formazione degli studenti, diventando parte di quel percorso attraverso il quale le nuove generazioni incontrano filosofia, cultura e arte.

IL PENSIERO CRITICO DI GIANNI GARRERA

A questo importante riconoscimento si aggiunge la riflessione critica di Gianni Garrera, che nel suo percorso di studio e approfondimento dell’opera di Antonio Del Donno ha contribuito a mettere in luce la forza concettuale, simbolica e culturale della sua ricerca.

Le parole di Garrera rappresentano un ulteriore tassello per comprendere come l’opera di Del Donno non possa essere ridotta alla sola dimensione estetica, ma debba essere letta nel suo rapporto profondo con la cultura, la spiritualità, la storia e il pensiero.

E quando un artista entra contemporaneamente nei musei, nella critica d’arte e nei libri destinati agli studenti, la sua opera supera il tempo della semplice esposizione: diventa patrimonio culturale.

E questo ci ricorda una cosa fondamentale: Antonio Del Donno non appartiene soltanto alle gallerie e ai musei. Appartiene anche alla cultura che si studia, si tramanda e si insegna.

DALLE OPERE ALLA STORIA DELL’ARTE. DALLE SALE MUSEALI ALLE PAGINE DEI LIBRI.

È anche attraverso queste testimonianze che si costruisce la memoria di un artista e si consegna il suo lavoro alle nuove generazioni.

COMUNICATO STAMPA ArteFiuggi 2026

Fiuggi la prima Fiera Internazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

Dall’11 al 13 settembre 2026, al Fiuggi Convention Centre, nasce ArteFiuggi 2026, la prima edizione della Fiera Internazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, un nuovo appuntamento dedicato all’arte, alla cultura e al collezionismo.

Con l’Alto Patrocinio della Regione Lazio e del Comune di Fiuggi, la società Cross Eventi, del gallerista Nicola Monti, in collaborazione con l’Associazione Ars Interamna, rappresentata dal noto imprenditore e collezionista Antonio Evangelista, presenta un progetto nato da anni di studio, esperienza e passione per l’arte contemporanea.

L’organizzazione si avvale di un team d’eccellenza composto da importanti professionisti del settore, tra cui i galleristi Liliana Maniero e Paolo Iurescia, il collezionista e critico d’arte Luigi D’Agostino e l’imprenditrice e curatrice d’arte Rosaria Musumarra.

ArteFiuggi nasce con l’obiettivo di proporre una fiera giovane, dinamica, sostenibile e di alta qualità, capace di mettere in dialogo artisti, gallerie, collezionisti, istituzioni e pubblico, valorizzando al tempo stesso il territorio di Fiuggi e la sua vocazione culturale e turistica.

Il Polo Museale e Centro Studi Antonio Del Donno

Tra le realtà culturali coinvolte nell’iniziativa assume particolare rilievo la presenza del Polo Museale, Centro Studi e Archivio Antonio Del Donno, realtà dedicata alla valorizzazione, alla documentazione e alla diffusione dell’opera del grande artista Antonio Del Donno.

La partecipazione del Polo Museale rappresenta un ulteriore elemento di prestigio culturale per la manifestazione e testimonia l’importanza di creare occasioni di confronto tra il sistema fieristico dell’arte contemporanea, il mondo museale, gli archivi degli artisti e il collezionismo.

Il Polo Museale, Centro Studi e Archivio Antonio Del Donno sarà dunque parte di questo importante appuntamento, contribuendo alla conoscenza e alla diffusione dell’eredità artistica e culturale di Antonio Del Donno.

Un invito alla cultura e alla conoscenza

ArteFiuggi vuole essere molto più di una semplice fiera: un luogo di incontro, approfondimento e scoperta, dove il pubblico possa avvicinarsi all’arte moderna e contemporanea e conoscere artisti, opere, gallerie e realtà culturali.

L’ingresso alla fiera è gratuito.

Il biglietto/invito di ArteFiuggi 2026 vale inoltre per l’ingresso gratuito al Polo Museale, Centro Studi e Archivio Antonio Del Donno, creando così un ideale percorso tra la manifestazione fieristica e la realtà museale dedicata all’artista.

Informazioni

ARTEFIUGGI 2026 – Fiera Internazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

📅 11–13 settembre 2026

📍 Fiuggi Convention Centre

Viale IV Giugno 23 – Fiuggi (FR)

🎟️ Ingresso gratuito

🌐www.artefiuggi.it

Un nuovo appuntamento per Fiuggi e per il Lazio, con l’ambizione di diventare un punto di riferimento per il dialogo tra arte, cultura, collezionismo e territorio.

ArteFiuggi 2026: l’arte contemporanea incontra Fiuggi.

QUANDO UNA SFERA ENTRA NELLA STORIA DELL’ARTE CONTEMPORANEA

Una Sfera di Antonio Del Donno entra nella prestigiosa collezione del MAC – Museo d’Arte Contemporanea di Gibellina, della Fondazione Orestiadi.

Non è semplicemente una scultura: è un’opera che oggi dialoga con una delle collezioni d’arte contemporanea più importanti d’Italia, nata dalla straordinaria esperienza culturale della ricostruzione di Gibellina dopo il terremoto del 1968.

Nella collezione del museo sono presenti opere e testimonianze di protagonisti assoluti dell’arte del Novecento e contemporanea: Alberto Burri, Carla Accardi, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Giulio Turcato, Joseph Beuys, Mimmo Paladino, Arnaldo Pomodoro, Emilio Isgrò, Mario Schifano, Franco Angeli, Renata Boero, Antonio Corpora, Maria Lai, Renato Guttuso e molti altri grandi artisti italiani e internazionali.

E oggi, accanto a questi nomi, troviamo anche Antonio Del Donno, con un Vangelo del 1974 e una Sfera, esemplare unico, recentemente acquisiti dal MAC.

Gibellina non è soltanto un luogo: è una pagina fondamentale della storia dell’arte contemporanea italiana.

E vedere qui una Sfera di Del Donno significa riconoscere la forza di una ricerca artistica che attraversa materia, simbolo, spiritualità e memoria.

Antonio Del Donno a Gibellina.

Un’opera. Una collezione. Un riconoscimento che parla da sé.

L’Archivio Antonio Del Donno affida in esclusiva alla Galleria Trifoglio di Chieti

la gestione dell’artista per la Regione Abruzzo

Testimonial d’eccezione

*NICOLA RIZZOLI*

Arbitro Internazionale che ha diretto le più prestigiose competizioni calcistiche internazionali.

Nel 2014 ha diretto la finale di Coppa del Mondo in Brasile al Maracanã, Germania -Argentina.

Ci entusiasmerà e ci farà rivivere emozioni e i momenti più belli del calcio internazionale!

ANTONIO DEL DONNO NELLA COLLEZIONE INPS

Siamo lieti di condividere che queste quattro opere di Antonio Del Donno fanno parte della prestigiosa Collezione d’Arte INPS.

Un importante riconoscimento per il valore artistico e culturale del maestro, la cui ricerca espressiva continua a rappresentare un punto di riferimento nell’arte contemporanea italiana.

Le opere custodite nella collezione testimoniano la forza del suo linguaggio visivo, caratterizzato da segni essenziali, simboli archetipici e una profonda tensione spirituale.

GIUGNO 2026: Il Successo di Critica e la Consacrazione Capitolina e l’Asse Umbro-Abruzzese Maggio e Giugno 2026 mesi di grande fermento.

  • Il MAXXI di Roma: Inaugurazione ufficiale il 22 maggio della grande mostra curata da Beatrice Buscaroli, “Creature, Creatori. San Francesco e l’arte contemporanea”. Del Donno emerge tra i protagonisti assoluti, riletto attraverso la potenza spirituale dei suoi segni e materiali.
  • L’Aquila Capitale della Cultura: Il 24 maggio, in occasione della Giornata delle Dimore Storiche, Palazzo Ciccozzi riapre le porte alla straordinaria antologica del Maestro, registrando il record di oltre 15.000 visitatori
  • La sorpresa di Spoleto: L’inserimento dell’artista nella mostra “Vita Minore” a Palazzo Collicola. Una sala intera viene dedicata ai “Vangeli” degli anni Settanta, consacrando il posizionamento internazionale dell’Archivio.
  • La consegna del Vangelo: Alberto Molinari definisce le tappe per la consegna formale del Vangelo-Opera al Pontefice.
  • Il Bilancio dell’EUR e della Vaccheria: Si tirano le somme della grande esposizione sostenuta da Banca Generali, che ha fatto da perfetto trampolino per i successi simultanei di Roma, L’Aquila e Spoleto.
  • Consolidamento Internazionale: Con tre grandi mostre istituzionali attive contemporaneamente (MAXXI, Spoleto, L’Aquila), l’Archivio Molinari registra una forte spinta d’interesse da parte del collezionismo estero, richiamando l’attenzione storica di istituzioni globali come il MoMA.
  • Atonio Del Donno a Chieti Giuseppina e Micaela Conti presentano alla Galleria Trifoglio Arte aprono le porte alla grande mostra antologica “Oltre il segno”.L’esposizione e la presentazione critica sono curate in prima linea dal Dott. Gianni Garrera e dal Dott. Alberto Molinari Sessant’anni di ricerca artistica esplodono in trenta opere fondamentali che uniscono sacro, materia e avanguardia. I Vangeli impressi a fuoco su tavole lignee fondono la crudezza della terra alla forza del logos spirituale. Ferri, tele e metalli testimoniano il dialogo culturale profondo con maestri globali come Rauschenberg e Warhol.
  • Il Docufilm di Giuseppe Aquino: Avanzano le fasi del progetto cinematografico del regista sul percorso umano e artistico di Del Donno, focalizzandosi sul dietro le quinte dell’Archivio e sulla forza delle sue “Vangelo-Opere”.

Servizio TG Rai per la mostra al Maxxi

Servizio TG Rai per la mostra

Servizio TG Rai per la mostra

Servizio TG Rai per la mostra

Servizio TG Rai per la mostra

MAGGIO 2026: La Consacrazione Capitolina e l’Asse Umbro-Abruzzese

  • Il MAXXI di Roma: Inaugurazione ufficiale il 22 maggio della grande mostra curata da Beatrice Buscaroli, “Creature, Creatori. San Francesco e l’arte contemporanea”. Del Donno emerge tra i protagonisti assoluti, riletto attraverso la potenza spirituale dei suoi segni e materiali. [1, 2, 3, 4]
  • L’Aquila Capitale della Cultura: Il 24 maggio, in occasione della Giornata delle Dimore Storiche, Palazzo Ciccozzi riapre le porte alla straordinaria antologica del Maestro, registrando il record di oltre 15.000 visitatori. [1, 2]
  • La sorpresa di Spoleto: L’inserimento dell’artista nella mostra “Vita Minore” a Palazzo Collicola. Una sala intera viene dedicata ai “Vangeli” degli anni Settanta, consacrando il posizionamento internazionale dell’Archivio. [1]
  • La consegna del Vangelo: Alberto Molinari definisce le tappe per la consegna formale del Vangelo-Opera al Pontefice.

Servizio TG Rai per la mostra

Antonio Del Donno protagonista della scena artistica nazionale e internazionale: da Spoleto al MAXXI, fino alla grande antologica in Abruzzo

L’opera di Antonio Del Donno continua ad affermarsi come una delle presenze più autorevoli e riconoscibili dell’arte contemporanea italiana tra Novecento e XXI secolo.

Artista dalla forza espressiva unica, capace di trasformare materia, simbolo e spiritualità in un linguaggio universale, Del Donno si conferma oggi protagonista di un importante percorso espositivo che attraversa alcune delle sedi culturali più prestigiose d’Italia

A Spoleto, presso Palazzo Collicola, Antonio Del Donno è presente nella grande mostra “Vita Minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea”, a cura di Gianni Garrera e Giuseppe Garrera. Il percorso espositivo dedica una prima sala ai preziosi “Vangeli” degli anni Settanta dell’artista, mentre una seconda sala è dedicata a Gino De Dominicis, con cui le opere di Del Donno dialogano idealmente all’interno del percorso museale.

La presenza di Del Donno in questo contesto consacra ulteriormente il valore internazionale della sua ricerca artistica, collocandolo accanto ai grandi nomi che hanno segnato la storia dell’arte contemporanea mondiale. La mostra rappresenta infatti un viaggio attraverso un secolo di avanguardie, linguaggi e sperimentazioni, riaffermando il ruolo centrale dell’artista nel panorama culturale contemporaneo.

Parallelamente, Antonio Del Donno è protagonista anche al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo nella grande esposizione “Extra MAXXI – Creature, Creatori. San Francesco e l’arte contemporanea”, curata da Beatrice Buscaroli. ,uno degli eventi più attesi della programmazione museale italiana. In questa importante mostra, l’opera di Del Donno entra in dialogo con maestri assoluti come Alberto Burri, Mario Schifano, Giorgio Morandi, Piero Manzoni, Maria Lai e Paolo Canevari, confermando ancora una volta la dimensione internazionale della sua poetica e la straordinaria attualità del suo linguaggio artistico.

Il MAXXI riconosce così nella ricerca di Del Donno una delle espressioni più profonde della spiritualità contemporanea, capace di unire memoria, segno e tensione civile in una visione artistica di respiro universale. Un percorso che negli anni ha portato le sue opere nei più importanti musei del mondo, dai Musei Vaticani al Museum of Modern Art di New York.

In Abruzzo continua inoltre il grande progetto espositivo dedicato al Maestro presso Galleria Trifoglio di Chieti,evento curato da Giuseppina e Micaela Conti con una vasta mostra antologica che ripercorre le tappe fondamentali della sua produzione artistica: dai celebri “Vangeli” alle grandi opere materiche, fino ai lavori più radicali e spirituali della maturità. Un percorso espositivo di straordinaria intensità che culminerà a Palazzo Ciccozzi, nel cuore de L’Aquila, città simbolo della cultura italiana contemporanea.

Tutte le iniziative sono curate e coordinate dall’Archivio Antonio Del Donno, sotto la direzione del dott. Alberto Molinari, figura centrale nella tutela, valorizzazione e promozione internazionale dell’opera del Maestro. Grazie al lavoro dell’Archivio, il percorso artistico di Antonio Del Donno continua oggi a vivere con nuova forza attraverso mostre, studi, pubblicazioni e grandi eventi espositivi che ne riaffermano il ruolo storico nel panorama dell’arte contemporanea


L’eredità di Del Donno tra Roma e il panorama Internazionale

Il “boom” di Antonio Del Donno in questa primavera 2026 non è un fenomeno passeggero, ma il risultato di una base storica solidissima. Il Maestro è infatti presente in collezioni di prestigio mondiale come il MoMA di New York (sin dal 1992), i Musei Vaticani e la Banca d’Italia. Questo riconoscimento istituzionale è alimentato dal lavoro incessante di Alberto Molinari, che da oltre 30 anni cura e valorizza l’Archivio con una visione globale.

Ad aprile, l’attenzione si sposta con forza sulla Capitale e sulle grandi collaborazioni:

  • Il Polo dell’EUR e Banca Generali: Prosegue con grande afflusso di pubblico la mostra presso il Museo della Vaccheria all’EUR a Roma. L’esposizione, sostenuta da Banca Generali, sottolinea il legame tra il collezionismo d’impresa e il valore civile delle opere materiche di Del Donno.
  • Verso il MAXXI: Mentre si concludono gli appuntamenti di inizio primavera, fervono i preparativi per l’attesissima rassegna al MAXXI di Roma (prevista da maggio), che consacrerà ulteriormente il dialogo tra il Maestro e le grandi istituzioni del contemporaneo.
  • Cinema e Memoria: Il regista Giuseppe Aquino, recentemente premiato da Osvaldo Bevilacqua come uno dei registi più influenti del cinema sociale europeo, sta ultimando le riprese del film dedicato a Del Donno. Le immagini girate in questi mesi catturano l’essenza delle sue “Vangelo-Opere” e il lavoro dell’Archivio nel mondo.
  • Ponzano Romano: È stata confermata l’installazione della Grande Sfera, un’opera pubblica che trasforma il paesaggio in un tempio a cielo aperto, simbolo della spiritualità laica del Maestro.

Novità Istituzionali:
La critica internazionale, attraverso testate come Artribune, continua a monitorare il progetto di L’Aquila Capitale della Cultura 2026, dove la mostra a Palazzo Ciccozzi è già segnalata come l’evento cardine dell’anno per l’arte del secondo Novecento. Alberto Molinari sta inoltre finalizzando i dettagli per la consegna del Vangelo al Papa, un atto che suggellerà definitivamente il percorso umano e spirituale di Antonio Del Donno.


Qui tutte le NEWS dell’anno in corso Marzo 2026

Questo “boom” di Antonio Del Donno è supportato da una solida base storica, dato che del Donno è presente in collezioni di prestigio mondiale come il MoMA di New York sin dal 1992, i Musei Vaticani e la Banca d’Italia. Questa è la base e il lavoro incessante di Alberto Molinari da oltre 30 anni sta portando avanti.

Il maestro Antonio Del Donno (1927-2020) è tra i protagonisti assoluti della scena artistica di marzo e aprile 2026, con diverse esposizioni che celebrano il suo linguaggio materico e la sua profonda spiritualità in tutta Italia

Marzo e aprile 2026 si confermano mesi centrali per l’offerta culturale italiana, con un calendario fitto di appuntamenti che spaziano dal Rinascimento alle avanguardie contemporanee.

Ecco l’elenco delle mostre e delle principali novità riguardanti Antonio del Donno,

Eventi con date o periodi specifici

  • Dal 6 marzo al 2 aprile: Mostra personale presso il Centro Culturale Fabrizio De André a Marcon (Venezia), curata dal professor Siro Perin.
  • Film in lavorazione su Antonio Del Donno da un idea e produzione Giuseppe Aquino noto regista italiano, di chiara fama. Una carriera lunghissima iniziata nel 1987 costellata da successi Nella 25° edizione del Festival storico internazionale Naturalistico Ambientale ha vinto il premio Natura e Ambiente (12 premi in 25 anni) ricevuto dal giornalista Osvaldo Bevilacqua in quella occasione e’ stato dichiarato tra i registi più influenti del cinema sociale in Europa. LINK  
  • Continua a leggere nel sito dedicato
  • 12 marzo: Apertura dello sportello italiano a Santa Catarina, Brasile, celebrata con una mostra dedicata ai maestri dell’arte italiana alla presenza di autorità diplomatiche.
  • Da maggio a settembre: Grande mostra programmata al MAXXI di Roma.
  • Nel 2026 (L’Aquila Capitale della Cultura): Mostra personale presso Palazzo Ciccozzi all’Aquila, con l’esposizione di 20 opere che ripercorrono la produzione dell’artista dagli anni ’70 ai primi anni 2000.
  • Dal 7 ottobre al 15 novembre 2026: Mostra ufficiale presso il Museo Nazionale d’Arte di Chișinău, in Repubblica di Moldavia, già confermata con l’ambasciatore.

Altre mostre e installazioni in programma

  • Mostra al Museo della Vaccheria all’EUR (Roma), sponsorizzata da Banca Generali.
  • Mostra alla Reggia di Caserta.
  • Esposizione a Palazzo Collicola, dove la prima sala del percorso espositivo sarà interamente dedicata a del Donno, seguita da sale dedicate a maestri come Burri e De Dominicis.
  • Installazione della grande sfera a Ponzano Romano.
  • Consegna del Vangelo al Papa, definita come evento di prossima realizzazione.

Novità e riconoscimenti istituzionali

  • Articolo su Artribune: La rivista ha recentemente dedicato spazio all’artista, parlando in particolare della mostra all’Aquila.
  • Attività dell’Archivio: Alberto Molinari, responsabile dell’archivio, sta procedendo con il contatto sistematico di vari musei internazionali per monitorare e valorizzare le opere di del Donno sparse nel mondo.

FEBBRAIO 2026

Grande mostra a Palazzo Collicola, dove la prima sala viene dedicata completamente ad Antonio Del Donno, seconda sala Gino De Dominicis, terza sala Alberto Burri ed altri artisti di questo calibro

Palazzo Collicola 2026 nuova stagione espositiva

PALAZZO COLLICOLA
APERTURA DELLA NUOVA STAGIONE ESPOSITIVA

Inaugurazione sabato 21 febbraio 2026, ore 11.00 Palazzo Collicola, Piazza Collicola 1, Spoleto

Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea, mostra collettiva a cura di Gianni e Giuseppe Garrera
dal 21.02 al 02.06.2026

Sabato 21 febbraio 2026, a partire dalle ore 11.00, è in programma l’inaugurazione delle nuove mostre a Palazzo Collicola, a Spoleto. Il ciclo, che durerà fino agli inizi di giugno 2026, coprendo il periodo primaverile, include quattro nuovi progetti espositivi: Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea, mostra collettiva a cura di Gianni e Giuseppe Garrera;

Artisti storicizzati come Alberto Burri, Gino De Dominicis, Jimmie Durham, Leoncillo, Yoko Ono, Giulio Paolini, Salvo, Anna Torelli, insieme ad altri di generazioni successive come Luca Bertolo, Antonio Del Donno, Matteo Fato, Flavio Favelli, Cesare Pietroiusti, Tomas Saraceno, Luca Vitone, per citarne solo alcuni, offrono al visitatore interpretazioni inedite e suggestive del pensiero francescano, trasformando Palazzo Collicola in uno spazio in cui la storia dialoga con il contemporaneo.

Ogni sala diventa così luogo di esercizio spirituale, di meditazione, contemplazione e stupore, dove l’eredità estetica di San Francesco si intreccia con la sensibilità artistica contemporanea, offrendo un’esperienza che rinnova la percezione del sacro e del vivere nel mondo contro il mondo stesso.

La mostra Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea è realizzata con: Il patrocinio dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria;

Il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto;

e con il contributo del Consorzio BIM

L’Aquila si prepara ad accogliere Vangeli e Sculture, una mostra dedicata ad Antonio Del Donno (Benevento, 1927–2020), tra le figure più rilevanti dell’arte contemporanea italiana del Novecento. L’esposizione, ospitata negli spazi di Palazzo Ciccozzi, si inserisce nel programma ufficiale delle celebrazioni per L’Aquila – Città della Cultura 2026 e sarà visitabile dal 9 al 28 febbraio 2026.

La mostra presenta una selezione di 20 opere che attraversano oltre trent’anni di produzione dell’artista, dagli anni Settanta ai primi Duemila, offrendo una lettura intensa e coerente della sua ricerca sul rapporto tra parola, segno e identità contemporanea. Un percorso che mette in dialogo pittura, materia e scrittura, elementi centrali nella poetica di Del Donno.

Il percorso artistico
Nato a Benevento il 27 novembre 1927, Antonio Del Donno manifesta fin da giovanissimo un forte interesse per il disegno e la geometria. La sua formazione si svolge a Napoli, dove frequenta il Liceo Artistico e l’Accademia delle Belle Arti, affiancando successivamente all’attività artistica anche l’insegnamento di Educazione Artistica.

L’esordio espositivo risale ai primi anni Sessanta, con la sua prima mostra personale nel 1962 presso la Pinacoteca Provinciale di Benevento. Da quel momento prende forma un linguaggio originale, caratterizzato dall’uso del gesto materico, dall’impiego di materiali eterogenei e da una riflessione costante di natura filosofica e simbolica.

Tra i nuclei più riconoscibili della sua produzione spicca il ciclo dei “Vangeli”, tavole di legno assemblate con ferro e caratteri impressi a fuoco che riportano versetti evangelici. In queste opere la scrittura si fa immagine e struttura, trasformandosi in metafora visiva di memoria, coscienza e critica culturale.

Presenza internazionale e riconoscimenti
L’opera di Antonio Del Donno ha raggiunto una significativa diffusione internazionale. I suoi lavori sono presenti in oltre 80 musei nel mondo, tra cui istituzioni di primo piano come il MoMA di New York e i Musei Vaticani.

In Italia, alla sua produzione sono dedicati due musei permanenti, uno a Santa Croce del Sannio (Benevento) e uno ad Anagni, luoghi che custodiscono una parte rilevante delle sue opere e ne promuovono lo studio e la catalogazione. Nel corso della sua carriera Del Donno ha partecipato a numerose mostre personali e collettive, consolidando un ruolo di rilievo nella storia dell’arte contemporanea e ottenendo un ampio riconoscimento già in vita.

Poetica e lettura critica
La critica ha spesso interpretato il lavoro di Del Donno come un superamento del linguaggio pittorico tradizionale verso una dimensione concettuale. Le sue opere non si limitano al segno visivo, ma si configurano come spazi di pensiero, in cui gesto, simbolo e scrittura si confrontano con le grandi questioni del presente.

Le serie presentate in Vangeli e Sculture — dai lavori legati ai “Vangeli” alle opere maturate nel contesto culturale degli anni Ottanta e Novanta — restituiscono un percorso di ricerca coerente, attraversato da tensione espressiva, profondità e una sottile ironia.

Una mostra nel dialogo con la città
Vangeli e Sculture
 non si presenta solo come esposizione, ma come occasione di riflessione sull’eredità dell’arte nel tempo presente. Nel dialogo con L’Aquila, proclamata Città della Cultura 2026, la mostra invita a riscoprire Antonio Del Donno come figura di passaggio tra memoria e contemporaneità, tra sacralità del segno e critica alla cultura visiva dominante.

La mostra è organizzata da Sara Dal Brollo, in collaborazione con il Polo Museale e Centro Studi Antonio Del Donno di Anagni e ArteOraTv di Roberto Porcelli.

GENNAIO 2026

Le sculture di Antonio Del Donno: un linguaggio di geometria e presenza
Antonio Del Donno (Benevento, 1927–2020) è stato un artista italiano di rilievo internazionale, noto per la sua produzione che attraversa pittura, scultura e installazione. Fin dagli inizi della sua formazione, l’interesse per il disegno tecnico e l’estetica geometrica — coltivato durante gli studi all’istituto tecnico per geometri — ha profondamente segnato il suo linguaggio plastico. Tale matrice geometrica non è un elemento accessorio, ma la struttura portante di molte delle sue opere tridimensionali, dove la forma non è mai arbitraria ma dettata da equilibri e tensioni costruttive.
ANTONIO DEL DONNO

🔷 Qualità formale e geometrica delle sculture
Le sculture di Del Donno sono caratterizzate da:
Forme geometriche pure e composte — linee, piani e volumi dialogano tra loro in modo armonico, creando opere che sembrano sezionare lo spazio attorno a sé.
Equilibri strutturali evidenti — molti elementi si susseguono in sequenze ritmiche, in cui la geometria non è rigida ma dinamica, capace di generare movimento e profondità.
Contrasti e piani sovrapposti — nelle sculture monumentali come nelle piccole installazioni, moduli geometrici si intersecano, costruendo strutture che invitano lo spettatore a leggere la forma da più punti di vista.
Questo linguaggio deriva direttamente dalla sua familiarità con il disegno tecnico e dall’idea di “geometria come purezza della linea”, principio che Del Donno ha sempre perseguito negli anni.

ANTONIO DEL DONNO
🌍 Diffusione delle opere nel mondo
Le sculture di Antonio Del Donno sono presenti in piazze, musei e spazi pubblici in molte città del mondo. Grazie alla sua lunga attività e alla diffusione internazionale della sua opera, le sue sculture si trovano sia in contesti espositivi istituzionali che in esposizioni permanenti all’aperto. Tra le numerose sedi:
Musei Vaticani – Sala Contemporanea, Roma
Museu de Arte Moderna di San Paolo, Brasile
National Museum of Modern Art, Tokyo
Museo de Arte Contemporáneo di Madrid, Spagna
Musée d’Art Moderne, Bruxelles
Altre oltre 70 località tra musei, piazze e spazi aperti al pubblico in varie città del mondo.

In molte città italiane e internazionali alcune sculture sono state collocate in luoghi pubblici, giardini, piazze e giardini comunali, spesso come testimonianza permanente della sua poesia plastica.

🏛️ Polo Museale Antonio Del Donno e Centro Studi
Una parte rilevante della produzione scultorea di Del Donno è conservata e valorizzata presso strutture dedicate alla sua eredità culturale:
Polo Museale e Centro Studi Antonio Del Donno ( Anagni), dove è possibile ammirare una vasta selezione delle sue opere tridimensionali, dalla scultura monumentale alle strutture più intime.

ANTONIO DEL DONNO
Centro Studi e Ricerca Antonio Del Donno (CSADD), istituito per la raccolta, conservazione e catalogazione dell’intero corpus dell’artista. Qui si cura l’archivio e si promuovono studi, pubblicazioni e mostre relative alle opere scultoree e pittoriche.

ANTONIO DEL DONNO
Queste istituzioni non solo custodiscono le opere, ma offrono un contesto didattico e critico per capire il significato formale e concettuale della geometria nelle sculture di Del Donno.

Info e contatti telefonici 348 4921000 Alberto Molinari

✨ Buon 2026 ✨
Il Polo Museale e Centro Studi Antonio Del Donno augura a tutte e a tutti un nuovo anno ricco di cultura, bellezza e nuove prospettive.
Il 2026 si apre come uno spazio da attraversare insieme: tra memoria e sperimentazione, ricerca e condivisione, arte e territorio. Continueremo a custodire e valorizzare l’eredità di Antonio Del Donno, promuovendo incontri, studi e visioni capaci di dialogare con il presente e immaginare il futuro.
Grazie a chi ci accompagna ogni giorno in questo percorso.
Che il nuovo anno sia un tempo fertile di scoperte, creatività e partecipazione.
🎨📚 Buon anno dal Polo Museale e Centro Studi Antonio Del Donno

DICEMBRE 2025

📍 Belvedere di Ponzano Romano (Roma)
🗿 Inaugurata la scultura “Sfera” di Antonio Del Donno
Nella suggestiva Piazza centrale “della Natività di Maria Santissima”, al Belvedere di Ponzano Romano, si è tenuta la cerimonia di collocazione della scultura “Sfera” dell’artista Antonio Del Donno, figura di rilievo riconosciuta a livello internazionale.
Alla presenza del Sindaco e di autorevoli rappresentanti della politica, della cultura e del mondo religioso, l’opera entra a far parte del patrimonio artistico del territorio, arricchendo lo spazio pubblico con un segno di profondo valore simbolico.
La Sfera, elemento centrale nella poetica di Del Donno, rappresenta unità, dialogo e continuità, in armonia con il luogo e con la comunità che lo vive.
Un momento significativo per Ponzano Romano, che conferma il proprio impegno nella valorizzazione dell’arte contemporanea come strumento di crescita culturale e identità condivisa.

ANTONIO DEL DONNO
“Stellata”
a cura di Matteo Vanzan
15 – 23 novembre 2025
Galleria Civica “Gian Battista Bosio” – Desenzano del Garda (BS)

Dal 15 al 23 novembre 2025, la Galleria Civica “Gian Battista Bosio” di Desenzano del Garda ospita la mostra “Stellata” dedicata ad Antonio Del Donno, a cura di Matteo Vanzan.

L’esposizione propone una selezione di opere che raccontano la ricerca artistica di Del Donno, maestro capace di coniugare gesto e luce, materia e spiritualità. “Stellata” rappresenta un viaggio nel linguaggio simbolico dell’artista, dove la luce diviene segno e la materia si trasforma in energia vitale.

La curatela di Matteo Vanzan evidenzia il percorso coerente e poetico dell’artista, sottolineando la sua costante tensione verso l’assoluto e la dimensione cosmica .

INFORMAZIONI Stellata– Antonio Del Donno in mostra a Desenzano del Garda 15– 23 novembre 2025 | Galleria Civica “Gian Battista Bosio” Piazza Malvezzi, Desenzano del Garda (BS) Inaugurazione: sabato 15 novembre 2025 ore 15.30 Orari: lunedì chiuso; martedì e mercoledì 10.30-12.30; giovedì e venerdì 15.30-19.00; sabato e domenica 10.30-12.30 / 15.30-19.00 Ingresso libero Per ulteriori informazioni www.mvarte.it www.comune.desenzano.brescia.it.

Informazioni Mostra Giugno 2025

LuogoGALLERY MORPHE’Via Giuseppe dalla Vedova, 14, Roma, RM, Italia
(Clicca qui per la mappa)

DateDal 19/06/2025 al 31/07/2025

Vernissage19/06/2025 ore 18

ArtistiAntonio Del DonnoCuratori Gino Rossi, Mario Tacinelli, Anastasiia Chaikovskai Generiarte contemporanea, personale

L’esposizione celebra la forza espressiva e la ricchezza concettuale del lavoro di Del Donno, attraverso una selezione di opere che esplorano il rapporto tra linguaggio, materia e identità.

La Mostra Illegibile

La mostra Illeggibile è il mondo presenta un’ampia selezione di opere di Antonio Del Donno,
tra pitture materiche e Vangeli d’artista. Lontano da ogni intento celebrativo o narrativo, il
progetto esplora la tensione tra gesto e linguaggio, tra superficie e scrittura, tra sacralità e
mutismo.
In un tempo in cui il linguaggio si dissolve nella comunicazione automatica e il simbolo perde
consistenza, l’opera di Del Donno resiste. Le sue superfici segnate, bruciate, silenziose,
sono atti di opposizione: forme che non chiedono interpretazione ma presenza.
Illeggibile è il mondo rompe la distinzione tra parola e immagine. I Vangeli sono libri muti,
croci implose, frammenti di una scrittura che non si lascia leggere. In questa crisi del senso,
Del Donno non cerca di spiegare. Espone. Incide. Insiste.
Le opere in mostra provengono dall’Archivio Antonio Del Donno, punto di riferimento per la
tutela e la diffusione dell’eredità artistica del Maestro. Curato da Alberto Molinari, l’Archivio
raccoglie, cataloga e promuove il lavoro di Del Donno, rendendone accessibili i materiali
inediti e sostenendo progetti espositivi e culturali legati alla sua opera

Osso e Peluffo & Partners
OSPITANO LA MOSTRA
SEMI DELL’INVISIBILE

Antonio Del Donno
I Vangeli e le Opere

A cura di
Sara Dal Brollo, Ludovica Lugli e Domenico Faraco

In collaborazione con
Alberto Molinari curatore dell’Archivio del Maestro Antonio Del Donno

Con la presenza di
Sua Eccellenza Reverendissima Cardinal Augusto Paolo Lojudice
Dott. Antonio Di Matteo – Consigliere di Amministrazione dell’INPS
Dott. Fabio Vitale – Direttore Agea

Le parole del Vangelo come semi dell’invisibile, capaci di svelare incessantemente la forza, la bellezza e la produttività del creato: parole di fede, speranza e germoglio spirituale; annunciano e contengono la vita futura, come un albero ed un frutto già presenti nel seme. L’agricoltura non è solo sfondo, ma è nascita continua e feconda, è sviluppo del seme invisibile, è produttività generosa e miracolosa; è lo specchio della relazione tra Dio e l’uomo.
La spiritualità emerge come un tessuto connettivo tra il visibile e l’invisibile, tra il presente ed il futuro, il seme e l’albero. La produttività della natura, l’Arte e l’Architettura diventano veicoli di introspezione, trascendenza e connessione con la meraviglia del mondo.
Nei Vangeli lignei di Antonio Del Donno il silenzio interiore diventa un grido che con urgenza viene scolpito a fuoco nella mente e nell’anima di chi lo guarda. La scelta materica e tecnica riflette un ritorno all’essenzialità e alla purezza del messaggio evangelico, allontanandosi da sovrastrutture ed eccessi. Gli insegnamenti del Vangelo, trascritti su tavole di legno, diventano attraverso un dialogo tra forma e contenuto, richiami a preservare le primizie del raccolto, l’attesa del frutto e insieme atti di denuncia contro la superficialità, il consumismo e la perdita di valori morali nella società contemporanea.
Peluffo & Partners, attraverso il progetto della Parrocchia di Sant’Ignazio da Laconi di Olbia, ci propone una visione della natura e dell’Architettura sacra che svela la potenza di uno spazio che ospita il divino.
Un luogo che fa nascere la percezione del divino attraverso la forma, un luogo che non è solo fisico ma che si nutre di luce, di ombra, di silenzio.
La produttività della natura, attraverso la paziente opera dell’agricoltore che semina e poi unisce vite e tralci è nutrimento e respiro che ci lega alla vita. La Terra diventa sacra non solo perché ci nutre ma perché ci ospita nelle sue bellezze e connette spiritualmente con tutto ciò che ci circonda.
Ogni opera esposta non è solo un oggetto ma un’ECO di ciò che non vediamo, una rivelazione di quel che siamo, ma che ancora non sappiamo. È l’ostia dentro di noi, è l’invisibile che diventa visibile, l’essenza che si fa materia, l’anima che dialoga con la forma. Arte, Architettura e Natura diventano un unico linguaggio, che racconta la nostra ricerca di bellezza feconda, verità e spiritualità.
E’ un seme, nel silenzio della terra materna che lo accoglie, in attesa di fiorire

Mercoledì 18 dicembre – 20.00 inaugurazione
Casa dell’Architettura
complesso monumentale Acquario Romano
p.zza Manfredo Fanti, 47 – Roma

Mostra aperta dal 18/12/24 al 23/01/25
dal lun al ven 10.00-19.00
INGRESSO GRATUITO

Artista riconosciuto a livello internazionale e presente nei più importanti musei del mondo tra cui il MoMA di New York e i Musei Vaticani, Antonio Del Donno è stato in grado di riflettere nella sua opera lo spirito, la storia, le lotte e la coscienza della contemporaneità, rispecchiando nella sua poetica in modo originale e emblematico tutte le transizioni estetiche e sociali. Domina la sua produzione l’invenzione del Vangelo ligneo, opera essenziale e totalizzante di un’esperienza vitale e mentale capace di essere realtà e allegoria di lotta, urgenza e bellezza. Tra i suoi galleristi storici Lucio Amelio di Napoli e Alberto Fumagalli di Bergamo. introduzione del prof. Gianni Garrera a cura di Alberto Molinari, Marcello Persica e Gino Rossi. VAI AL SITO DELLA CASA DELL’ARCHITETTURA