News dell’anno in corso


L’eredità di Del Donno tra Roma e il panorama Internazionale
Il “boom” di Antonio Del Donno in questa primavera 2026 non è un fenomeno passeggero, ma il risultato di una base storica solidissima. Il Maestro è infatti presente in collezioni di prestigio mondiale come il MoMA di New York (sin dal 1992), i Musei Vaticani e la Banca d’Italia. Questo riconoscimento istituzionale è alimentato dal lavoro incessante di Alberto Molinari, che da oltre 30 anni cura e valorizza l’Archivio con una visione globale.
Ad aprile, l’attenzione si sposta con forza sulla Capitale e sulle grandi collaborazioni:
- Il Polo dell’EUR e Banca Generali: Prosegue con grande afflusso di pubblico la mostra presso il Museo della Vaccheria all’EUR a Roma. L’esposizione, sostenuta da Banca Generali, sottolinea il legame tra il collezionismo d’impresa e il valore civile delle opere materiche di Del Donno.
- Verso il MAXXI: Mentre si concludono gli appuntamenti di inizio primavera, fervono i preparativi per l’attesissima rassegna al MAXXI di Roma (prevista da maggio), che consacrerà ulteriormente il dialogo tra il Maestro e le grandi istituzioni del contemporaneo.
- Cinema e Memoria: Il regista Giuseppe Aquino, recentemente premiato da Osvaldo Bevilacqua come uno dei registi più influenti del cinema sociale europeo, sta ultimando le riprese del film dedicato a Del Donno. Le immagini girate in questi mesi catturano l’essenza delle sue “Vangelo-Opere” e il lavoro dell’Archivio nel mondo.
- Ponzano Romano: È stata confermata l’installazione della Grande Sfera, un’opera pubblica che trasforma il paesaggio in un tempio a cielo aperto, simbolo della spiritualità laica del Maestro.
Novità Istituzionali:
La critica internazionale, attraverso testate come Artribune, continua a monitorare il progetto di L’Aquila Capitale della Cultura 2026, dove la mostra a Palazzo Ciccozzi è già segnalata come l’evento cardine dell’anno per l’arte del secondo Novecento. Alberto Molinari sta inoltre finalizzando i dettagli per la consegna del Vangelo al Papa, un atto che suggellerà definitivamente il percorso umano e spirituale di Antonio Del Donno.





Qui tutte le NEWS dell’anno in corso Marzo 2026
Questo “boom” di Antonio Del Donno è supportato da una solida base storica, dato che del Donno è presente in collezioni di prestigio mondiale come il MoMA di New York sin dal 1992, i Musei Vaticani e la Banca d’Italia. Questa è la base e il lavoro incessante di Alberto Molinari da oltre 30 anni sta portando avanti.
Il maestro Antonio Del Donno (1927-2020) è tra i protagonisti assoluti della scena artistica di marzo e aprile 2026, con diverse esposizioni che celebrano il suo linguaggio materico e la sua profonda spiritualità in tutta Italia
Marzo e aprile 2026 si confermano mesi centrali per l’offerta culturale italiana, con un calendario fitto di appuntamenti che spaziano dal Rinascimento alle avanguardie contemporanee.
Ecco l’elenco delle mostre e delle principali novità riguardanti Antonio del Donno,

Eventi con date o periodi specifici
- Dal 6 marzo al 2 aprile: Mostra personale presso il Centro Culturale Fabrizio De André a Marcon (Venezia), curata dal professor Siro Perin.
- Film in lavorazione su Antonio Del Donno da un idea e produzione Giuseppe Aquino noto regista italiano, di chiara fama. Una carriera lunghissima iniziata nel 1987 costellata da successi Nella 25° edizione del Festival storico internazionale Naturalistico Ambientale ha vinto il premio Natura e Ambiente (12 premi in 25 anni) ricevuto dal giornalista Osvaldo Bevilacqua in quella occasione e’ stato dichiarato tra i registi più influenti del cinema sociale in Europa. LINK
- Continua a leggere nel sito dedicato
- 12 marzo: Apertura dello sportello italiano a Santa Catarina, Brasile, celebrata con una mostra dedicata ai maestri dell’arte italiana alla presenza di autorità diplomatiche.
- Da maggio a settembre: Grande mostra programmata al MAXXI di Roma.
- Nel 2026 (L’Aquila Capitale della Cultura): Mostra personale presso Palazzo Ciccozzi all’Aquila, con l’esposizione di 20 opere che ripercorrono la produzione dell’artista dagli anni ’70 ai primi anni 2000.
- Dal 7 ottobre al 15 novembre 2026: Mostra ufficiale presso il Museo Nazionale d’Arte di Chișinău, in Repubblica di Moldavia, già confermata con l’ambasciatore.
Altre mostre e installazioni in programma
- Mostra al Museo della Vaccheria all’EUR (Roma), sponsorizzata da Banca Generali.
- Mostra alla Reggia di Caserta.
- Esposizione a Palazzo Collicola, dove la prima sala del percorso espositivo sarà interamente dedicata a del Donno, seguita da sale dedicate a maestri come Burri e De Dominicis.
- Installazione della grande sfera a Ponzano Romano.
- Consegna del Vangelo al Papa, definita come evento di prossima realizzazione.
Novità e riconoscimenti istituzionali
- Articolo su Artribune: La rivista ha recentemente dedicato spazio all’artista, parlando in particolare della mostra all’Aquila.
- Attività dell’Archivio: Alberto Molinari, responsabile dell’archivio, sta procedendo con il contatto sistematico di vari musei internazionali per monitorare e valorizzare le opere di del Donno sparse nel mondo.
FEBBRAIO 2026

Grande mostra a Palazzo Collicola, dove la prima sala viene dedicata completamente ad Antonio Del Donno, seconda sala Gino De Dominicis, terza sala Alberto Burri ed altri artisti di questo calibro





Palazzo Collicola 2026 nuova stagione espositiva
PALAZZO COLLICOLA
APERTURA DELLA NUOVA STAGIONE ESPOSITIVA
Inaugurazione sabato 21 febbraio 2026, ore 11.00 Palazzo Collicola, Piazza Collicola 1, Spoleto
Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea, mostra collettiva a cura di Gianni e Giuseppe Garrera
dal 21.02 al 02.06.2026
Sabato 21 febbraio 2026, a partire dalle ore 11.00, è in programma l’inaugurazione delle nuove mostre a Palazzo Collicola, a Spoleto. Il ciclo, che durerà fino agli inizi di giugno 2026, coprendo il periodo primaverile, include quattro nuovi progetti espositivi: Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea, mostra collettiva a cura di Gianni e Giuseppe Garrera;
Artisti storicizzati come Alberto Burri, Gino De Dominicis, Jimmie Durham, Leoncillo, Yoko Ono, Giulio Paolini, Salvo, Anna Torelli, insieme ad altri di generazioni successive come Luca Bertolo, Antonio Del Donno, Matteo Fato, Flavio Favelli, Cesare Pietroiusti, Tomas Saraceno, Luca Vitone, per citarne solo alcuni, offrono al visitatore interpretazioni inedite e suggestive del pensiero francescano, trasformando Palazzo Collicola in uno spazio in cui la storia dialoga con il contemporaneo.
Ogni sala diventa così luogo di esercizio spirituale, di meditazione, contemplazione e stupore, dove l’eredità estetica di San Francesco si intreccia con la sensibilità artistica contemporanea, offrendo un’esperienza che rinnova la percezione del sacro e del vivere nel mondo contro il mondo stesso.
La mostra Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea è realizzata con: Il patrocinio dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria;
Il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto;
e con il contributo del Consorzio BIM

L’Aquila si prepara ad accogliere Vangeli e Sculture, una mostra dedicata ad Antonio Del Donno (Benevento, 1927–2020), tra le figure più rilevanti dell’arte contemporanea italiana del Novecento. L’esposizione, ospitata negli spazi di Palazzo Ciccozzi, si inserisce nel programma ufficiale delle celebrazioni per L’Aquila – Città della Cultura 2026 e sarà visitabile dal 9 al 28 febbraio 2026.
La mostra presenta una selezione di 20 opere che attraversano oltre trent’anni di produzione dell’artista, dagli anni Settanta ai primi Duemila, offrendo una lettura intensa e coerente della sua ricerca sul rapporto tra parola, segno e identità contemporanea. Un percorso che mette in dialogo pittura, materia e scrittura, elementi centrali nella poetica di Del Donno.
Il percorso artistico
Nato a Benevento il 27 novembre 1927, Antonio Del Donno manifesta fin da giovanissimo un forte interesse per il disegno e la geometria. La sua formazione si svolge a Napoli, dove frequenta il Liceo Artistico e l’Accademia delle Belle Arti, affiancando successivamente all’attività artistica anche l’insegnamento di Educazione Artistica.
L’esordio espositivo risale ai primi anni Sessanta, con la sua prima mostra personale nel 1962 presso la Pinacoteca Provinciale di Benevento. Da quel momento prende forma un linguaggio originale, caratterizzato dall’uso del gesto materico, dall’impiego di materiali eterogenei e da una riflessione costante di natura filosofica e simbolica.
Tra i nuclei più riconoscibili della sua produzione spicca il ciclo dei “Vangeli”, tavole di legno assemblate con ferro e caratteri impressi a fuoco che riportano versetti evangelici. In queste opere la scrittura si fa immagine e struttura, trasformandosi in metafora visiva di memoria, coscienza e critica culturale.
Presenza internazionale e riconoscimenti
L’opera di Antonio Del Donno ha raggiunto una significativa diffusione internazionale. I suoi lavori sono presenti in oltre 80 musei nel mondo, tra cui istituzioni di primo piano come il MoMA di New York e i Musei Vaticani.
In Italia, alla sua produzione sono dedicati due musei permanenti, uno a Santa Croce del Sannio (Benevento) e uno ad Anagni, luoghi che custodiscono una parte rilevante delle sue opere e ne promuovono lo studio e la catalogazione. Nel corso della sua carriera Del Donno ha partecipato a numerose mostre personali e collettive, consolidando un ruolo di rilievo nella storia dell’arte contemporanea e ottenendo un ampio riconoscimento già in vita.
Poetica e lettura critica
La critica ha spesso interpretato il lavoro di Del Donno come un superamento del linguaggio pittorico tradizionale verso una dimensione concettuale. Le sue opere non si limitano al segno visivo, ma si configurano come spazi di pensiero, in cui gesto, simbolo e scrittura si confrontano con le grandi questioni del presente.
Le serie presentate in Vangeli e Sculture — dai lavori legati ai “Vangeli” alle opere maturate nel contesto culturale degli anni Ottanta e Novanta — restituiscono un percorso di ricerca coerente, attraversato da tensione espressiva, profondità e una sottile ironia.
Una mostra nel dialogo con la città
Vangeli e Sculture non si presenta solo come esposizione, ma come occasione di riflessione sull’eredità dell’arte nel tempo presente. Nel dialogo con L’Aquila, proclamata Città della Cultura 2026, la mostra invita a riscoprire Antonio Del Donno come figura di passaggio tra memoria e contemporaneità, tra sacralità del segno e critica alla cultura visiva dominante.
La mostra è organizzata da Sara Dal Brollo, in collaborazione con il Polo Museale e Centro Studi Antonio Del Donno di Anagni e ArteOraTv di Roberto Porcelli.

GENNAIO 2026

Le sculture di Antonio Del Donno: un linguaggio di geometria e presenza
Antonio Del Donno (Benevento, 1927–2020) è stato un artista italiano di rilievo internazionale, noto per la sua produzione che attraversa pittura, scultura e installazione. Fin dagli inizi della sua formazione, l’interesse per il disegno tecnico e l’estetica geometrica — coltivato durante gli studi all’istituto tecnico per geometri — ha profondamente segnato il suo linguaggio plastico. Tale matrice geometrica non è un elemento accessorio, ma la struttura portante di molte delle sue opere tridimensionali, dove la forma non è mai arbitraria ma dettata da equilibri e tensioni costruttive.
ANTONIO DEL DONNO
🔷 Qualità formale e geometrica delle sculture
Le sculture di Del Donno sono caratterizzate da:
Forme geometriche pure e composte — linee, piani e volumi dialogano tra loro in modo armonico, creando opere che sembrano sezionare lo spazio attorno a sé.
Equilibri strutturali evidenti — molti elementi si susseguono in sequenze ritmiche, in cui la geometria non è rigida ma dinamica, capace di generare movimento e profondità.
Contrasti e piani sovrapposti — nelle sculture monumentali come nelle piccole installazioni, moduli geometrici si intersecano, costruendo strutture che invitano lo spettatore a leggere la forma da più punti di vista.
Questo linguaggio deriva direttamente dalla sua familiarità con il disegno tecnico e dall’idea di “geometria come purezza della linea”, principio che Del Donno ha sempre perseguito negli anni.
ANTONIO DEL DONNO
🌍 Diffusione delle opere nel mondo
Le sculture di Antonio Del Donno sono presenti in piazze, musei e spazi pubblici in molte città del mondo. Grazie alla sua lunga attività e alla diffusione internazionale della sua opera, le sue sculture si trovano sia in contesti espositivi istituzionali che in esposizioni permanenti all’aperto. Tra le numerose sedi:
Musei Vaticani – Sala Contemporanea, Roma
Museu de Arte Moderna di San Paolo, Brasile
National Museum of Modern Art, Tokyo
Museo de Arte Contemporáneo di Madrid, Spagna
Musée d’Art Moderne, Bruxelles
Altre oltre 70 località tra musei, piazze e spazi aperti al pubblico in varie città del mondo.
In molte città italiane e internazionali alcune sculture sono state collocate in luoghi pubblici, giardini, piazze e giardini comunali, spesso come testimonianza permanente della sua poesia plastica.
🏛️ Polo Museale Antonio Del Donno e Centro Studi
Una parte rilevante della produzione scultorea di Del Donno è conservata e valorizzata presso strutture dedicate alla sua eredità culturale:
Polo Museale e Centro Studi Antonio Del Donno ( Anagni), dove è possibile ammirare una vasta selezione delle sue opere tridimensionali, dalla scultura monumentale alle strutture più intime.
ANTONIO DEL DONNO
Centro Studi e Ricerca Antonio Del Donno (CSADD), istituito per la raccolta, conservazione e catalogazione dell’intero corpus dell’artista. Qui si cura l’archivio e si promuovono studi, pubblicazioni e mostre relative alle opere scultoree e pittoriche.
ANTONIO DEL DONNO
Queste istituzioni non solo custodiscono le opere, ma offrono un contesto didattico e critico per capire il significato formale e concettuale della geometria nelle sculture di Del Donno.
Info e contatti telefonici 348 4921000 Alberto Molinari















✨ Buon 2026 ✨
Il Polo Museale e Centro Studi Antonio Del Donno augura a tutte e a tutti un nuovo anno ricco di cultura, bellezza e nuove prospettive.
Il 2026 si apre come uno spazio da attraversare insieme: tra memoria e sperimentazione, ricerca e condivisione, arte e territorio. Continueremo a custodire e valorizzare l’eredità di Antonio Del Donno, promuovendo incontri, studi e visioni capaci di dialogare con il presente e immaginare il futuro.
Grazie a chi ci accompagna ogni giorno in questo percorso.
Che il nuovo anno sia un tempo fertile di scoperte, creatività e partecipazione.
🎨📚 Buon anno dal Polo Museale e Centro Studi Antonio Del Donno

DICEMBRE 2025
📍 Belvedere di Ponzano Romano (Roma)
🗿 Inaugurata la scultura “Sfera” di Antonio Del Donno
Nella suggestiva Piazza centrale “della Natività di Maria Santissima”, al Belvedere di Ponzano Romano, si è tenuta la cerimonia di collocazione della scultura “Sfera” dell’artista Antonio Del Donno, figura di rilievo riconosciuta a livello internazionale.
Alla presenza del Sindaco e di autorevoli rappresentanti della politica, della cultura e del mondo religioso, l’opera entra a far parte del patrimonio artistico del territorio, arricchendo lo spazio pubblico con un segno di profondo valore simbolico.
La Sfera, elemento centrale nella poetica di Del Donno, rappresenta unità, dialogo e continuità, in armonia con il luogo e con la comunità che lo vive.
Un momento significativo per Ponzano Romano, che conferma il proprio impegno nella valorizzazione dell’arte contemporanea come strumento di crescita culturale e identità condivisa.





ANTONIO DEL DONNO
“Stellata”
a cura di Matteo Vanzan
15 – 23 novembre 2025
Galleria Civica “Gian Battista Bosio” – Desenzano del Garda (BS)
Dal 15 al 23 novembre 2025, la Galleria Civica “Gian Battista Bosio” di Desenzano del Garda ospita la mostra “Stellata” dedicata ad Antonio Del Donno, a cura di Matteo Vanzan.
L’esposizione propone una selezione di opere che raccontano la ricerca artistica di Del Donno, maestro capace di coniugare gesto e luce, materia e spiritualità. “Stellata” rappresenta un viaggio nel linguaggio simbolico dell’artista, dove la luce diviene segno e la materia si trasforma in energia vitale.
La curatela di Matteo Vanzan evidenzia il percorso coerente e poetico dell’artista, sottolineando la sua costante tensione verso l’assoluto e la dimensione cosmica .
INFORMAZIONI Stellata– Antonio Del Donno in mostra a Desenzano del Garda 15– 23 novembre 2025 | Galleria Civica “Gian Battista Bosio” Piazza Malvezzi, Desenzano del Garda (BS) Inaugurazione: sabato 15 novembre 2025 ore 15.30 Orari: lunedì chiuso; martedì e mercoledì 10.30-12.30; giovedì e venerdì 15.30-19.00; sabato e domenica 10.30-12.30 / 15.30-19.00 Ingresso libero Per ulteriori informazioni www.mvarte.it www.comune.desenzano.brescia.it.

















Informazioni Mostra Giugno 2025
LuogoGALLERY MORPHE’Via Giuseppe dalla Vedova, 14, Roma, RM, Italia
(Clicca qui per la mappa)
DateDal 19/06/2025 al 31/07/2025
Vernissage19/06/2025 ore 18
ArtistiAntonio Del DonnoCuratori Gino Rossi, Mario Tacinelli, Anastasiia Chaikovskai Generiarte contemporanea, personale
L’esposizione celebra la forza espressiva e la ricchezza concettuale del lavoro di Del Donno, attraverso una selezione di opere che esplorano il rapporto tra linguaggio, materia e identità.
La Mostra Illegibile
La mostra Illeggibile è il mondo presenta un’ampia selezione di opere di Antonio Del Donno,
tra pitture materiche e Vangeli d’artista. Lontano da ogni intento celebrativo o narrativo, il
progetto esplora la tensione tra gesto e linguaggio, tra superficie e scrittura, tra sacralità e
mutismo.
In un tempo in cui il linguaggio si dissolve nella comunicazione automatica e il simbolo perde
consistenza, l’opera di Del Donno resiste. Le sue superfici segnate, bruciate, silenziose,
sono atti di opposizione: forme che non chiedono interpretazione ma presenza.
Illeggibile è il mondo rompe la distinzione tra parola e immagine. I Vangeli sono libri muti,
croci implose, frammenti di una scrittura che non si lascia leggere. In questa crisi del senso,
Del Donno non cerca di spiegare. Espone. Incide. Insiste.
Le opere in mostra provengono dall’Archivio Antonio Del Donno, punto di riferimento per la
tutela e la diffusione dell’eredità artistica del Maestro. Curato da Alberto Molinari, l’Archivio
raccoglie, cataloga e promuove il lavoro di Del Donno, rendendone accessibili i materiali
inediti e sostenendo progetti espositivi e culturali legati alla sua opera



Osso e Peluffo & Partners
OSPITANO LA MOSTRA
SEMI DELL’INVISIBILE
Antonio Del Donno
I Vangeli e le Opere
A cura di
Sara Dal Brollo, Ludovica Lugli e Domenico Faraco
In collaborazione con
Alberto Molinari curatore dell’Archivio del Maestro Antonio Del Donno
Con la presenza di
Sua Eccellenza Reverendissima Cardinal Augusto Paolo Lojudice
Dott. Antonio Di Matteo – Consigliere di Amministrazione dell’INPS
Dott. Fabio Vitale – Direttore Agea
Le parole del Vangelo come semi dell’invisibile, capaci di svelare incessantemente la forza, la bellezza e la produttività del creato: parole di fede, speranza e germoglio spirituale; annunciano e contengono la vita futura, come un albero ed un frutto già presenti nel seme. L’agricoltura non è solo sfondo, ma è nascita continua e feconda, è sviluppo del seme invisibile, è produttività generosa e miracolosa; è lo specchio della relazione tra Dio e l’uomo.
La spiritualità emerge come un tessuto connettivo tra il visibile e l’invisibile, tra il presente ed il futuro, il seme e l’albero. La produttività della natura, l’Arte e l’Architettura diventano veicoli di introspezione, trascendenza e connessione con la meraviglia del mondo.
Nei Vangeli lignei di Antonio Del Donno il silenzio interiore diventa un grido che con urgenza viene scolpito a fuoco nella mente e nell’anima di chi lo guarda. La scelta materica e tecnica riflette un ritorno all’essenzialità e alla purezza del messaggio evangelico, allontanandosi da sovrastrutture ed eccessi. Gli insegnamenti del Vangelo, trascritti su tavole di legno, diventano attraverso un dialogo tra forma e contenuto, richiami a preservare le primizie del raccolto, l’attesa del frutto e insieme atti di denuncia contro la superficialità, il consumismo e la perdita di valori morali nella società contemporanea.
Peluffo & Partners, attraverso il progetto della Parrocchia di Sant’Ignazio da Laconi di Olbia, ci propone una visione della natura e dell’Architettura sacra che svela la potenza di uno spazio che ospita il divino.
Un luogo che fa nascere la percezione del divino attraverso la forma, un luogo che non è solo fisico ma che si nutre di luce, di ombra, di silenzio.
La produttività della natura, attraverso la paziente opera dell’agricoltore che semina e poi unisce vite e tralci è nutrimento e respiro che ci lega alla vita. La Terra diventa sacra non solo perché ci nutre ma perché ci ospita nelle sue bellezze e connette spiritualmente con tutto ciò che ci circonda.
Ogni opera esposta non è solo un oggetto ma un’ECO di ciò che non vediamo, una rivelazione di quel che siamo, ma che ancora non sappiamo. È l’ostia dentro di noi, è l’invisibile che diventa visibile, l’essenza che si fa materia, l’anima che dialoga con la forma. Arte, Architettura e Natura diventano un unico linguaggio, che racconta la nostra ricerca di bellezza feconda, verità e spiritualità.
E’ un seme, nel silenzio della terra materna che lo accoglie, in attesa di fiorire























Mercoledì 18 dicembre – 20.00 inaugurazione
Casa dell’Architettura
complesso monumentale Acquario Romano
p.zza Manfredo Fanti, 47 – Roma
Mostra aperta dal 18/12/24 al 23/01/25
dal lun al ven 10.00-19.00
INGRESSO GRATUITO
Artista riconosciuto a livello internazionale e presente nei più importanti musei del mondo tra cui il MoMA di New York e i Musei Vaticani, Antonio Del Donno è stato in grado di riflettere nella sua opera lo spirito, la storia, le lotte e la coscienza della contemporaneità, rispecchiando nella sua poetica in modo originale e emblematico tutte le transizioni estetiche e sociali. Domina la sua produzione l’invenzione del Vangelo ligneo, opera essenziale e totalizzante di un’esperienza vitale e mentale capace di essere realtà e allegoria di lotta, urgenza e bellezza. Tra i suoi galleristi storici Lucio Amelio di Napoli e Alberto Fumagalli di Bergamo. introduzione del prof. Gianni Garrera a cura di Alberto Molinari, Marcello Persica e Gino Rossi. VAI AL SITO DELLA CASA DELL’ARCHITETTURA
















